AGRICOLTURA IN CRISI? PECCATO CHE VENDOLA NON LO SAPPIA!
Posted On at by UDC PUGLIA
Il Ministero dell’Agricoltura ha respinto la richiesta, contenuta in una delibera del novembre 2009, sulla dichiarazione di stato di crisi per l’agricoltura pugliese. Ma é inutile gridare contro il ministro Zaia, che pure avrebbe trovato il minimo cavillo per non aderire alla richiesta di dichiarare lo stato di crisi per l’agricoltura pugliese, arrivatagli sul tavolo da una Regione guidata dal centrosinistra e su un argomento su cui c’è la pesantitissima ipoteca della Lega Nord. Il compito glielo hanno agevolato il presidente Vendola e l’assessore Stefàno, presentando una richiesta semplicemente irricevibile. Sul piano formale, la riposta del Ministero, negativa, suona come una vera e propria lezione e denuncia l’incompetenza e il pressappochismo dell’attuale Governo regionale. Sul piano sostanziale rappresenta plasticamente l’incuria se non il disprezzo dell’accoppiata Vendola-Stefàno nei confronti del comparto agraolimentare pugliese, letteralmente in ginocchio. Leggere il dispositivo ministeriale mi ha fatto arrossire di vergogna, perché i destinatari veri non sono questi due signori, ma migliaia di aziende, di lavoratori e delle loro famiglie. Tanto per cominciare, chi ha redatto la richiesta contenuta nella delibera ha dimostrato di non sapere che la norma in oggetto non si riferisce “indistintamente all’intero settore agricolo, ma alle singole produzioni”; la richiesta, scrivono dal Ministero, contiene “informazioni generiche sullo stato dell’intero comparto”. Come dire: qui in Puglia è piovuto molto, per favore mandateci un po’ di quattrini, al vostro buon cuore! La richiesta, inoltre, era totalmente difforme dalle rigide procedure identificative previste per questi casi dalla Commissione Europea, che vigila moltissimo sulla materia. Motivi per i quali “la richiesta dello stato di crisi è stata presentata ai sensi di una normativa inapplicabile (sic!) perché non autorizzata dalla Commissione europea; è priva dei consueti documenti necessari a dimostrare il calo di reddito delle imprese”, eccetera. Se volete riprovarci, fate il compitino meglio.
Spiace, ancora una volta, constatare come il presidente Vendola abbia fatto ricorso all’effetto-annuncio, attingendo alle ingentissime risorse del suo budget per la comunicazione (un milione e 400 mila euro), piuttosto che puntare su contenuti concreti e oggettivi, un atteggiamento tipico della sua personalità, più portata alle filastrocche che ai contenuti. Vorrei conoscere a quale filastrocca ha pensato il buon Nichi per spiegare agli agricoltori pugliesi, che erano rimasti colpiti dalla sua iniziativa, la bocciatura della delibera, tanto pomposamente (e malaccortamente) esibita.
Gliene suggerisco una io, molto sommessamente: “Oh mio caro agricoltore/ pensi a Nichi a tutte l’ore/lascia stare, non sperare/lui non sa che cosa fare”.











