PEPPINO LONGO (UDC): IL CANDIDATO ALLE ELEZIONI REGIONALI 28 E 29 MARZO 2010 PER L’UDC PEPPINO LONGO RISPONDE ALLE DOMANDE DEI SUOI SOSTENITORI.


Il candidato alle elezioni regionali della Puglia del 28 e 29 marzo 2010 per l’UDC nonchè responsabile provinciale per gli enti locali dell' Unione di Centro Peppino Longo ha incontrato lo scorso fine settimana un gruppo di lavoratori della Bosch preoccupati della crisi che sta attraversando il settore metalmeccanico e della meccatronica soprattutto nella zona industriale di Bari-Modugno.
Gli argomenti che hanno incuriosito i partecipanti e sui quali sono state formulate le domande al candidato sono stati numerosi e tutti importanti; dal lavoro all’istruzione fino ad arrivare alla politica europea.
Ecco di seguito alcune delle questioni sollevate durante l’incontro.

- Ciao Peppino, la cosa che mi incuriosisce è lo slogan sui tuoi manifesti (non per occupazione ma per preoccupazione): è un provocazione verso gli altri candidati o cosa?

Non è nel mio Dna provocare qualcuno o attaccarlo. Quando abbiamo pensato allo slogan abbiamo pensato di lanciare un messaggio chiaro ai pugliesi, soprattutto a quelli che non mi conoscono. Nella mia vita ho avuto la fortuna di potermi realizzare come imprenditore e non ho certo bisogno della politica per vivere. Arrivato a questa tappa della mia esistenza, invece, ho voglia di preoccuparmi per gli altri, di realizzare qualcosa per il nostro territorio. La mia voglia è di preoccuparmi di tutti i pugliesi, anche di quelli che non sono vicini alle mie idee politiche.

- Nella zona industriale abbiamo un grosso problema, la mancanza di asili nido. Volevo sapere se ci potrà essere un tuo impegno per costruirne qualcuno?

Nel mio programma elettorale ci sono anche i servizi alle famiglie. In Puglia abbiamo la percentuale tra le più basse di donne lavoratrici e la colpa è anche della mancanza di alcuni servizi importanti, e tra questi ci sono gli asili nido. Mi impegnerò affinché possa essere favorita una politica che vada in questa direzione e che faccia invertire la rotta.

- Ostuni raduna i sindaci per il no alle piattaforme petrolifere, Berlusconi vuole costruire le centrali in Puglia. Volevamo sapere la posizione su questa questione e se intendi fare una forte opposizione in consiglio regionale?

Una prima battaglia fondamentale è stata vinta con il Tar di Lecce che ha accolto il ricorso presentato da alcuni Comuni brindisini. Adesso anche la Provincia di Bari ha presentato ricorso al Tar, dunque, qualcosa si sta muovendo. La Puglia già fornisce il territorio nazionale di energia, quindi, il nostro compito lo assolviamo da tempo. Ci sono altre regioni che potrebbero benissimo ospitare gli impianti. Su questo punto sarò fermo ed irremovibile.

- Nella Bosch si parla di energie alternative, di fotovoltaico. Nell’anno in corso, infatti, si procederà con la installazione di quasi 20mila metri quadrati di pannelli solari. Sarai sensibile a monitorare queste aziende, come la Bosch, che fanno uso di sovvenzionamenti regionali?

Lo sviluppo delle energia alternative rappresenta un passo fondamentale per rendere l’aria delle nostre città più pulita. Sono convinto che compito della Regione sia anche quello di dare la possibilità a tutti, anche ai privati, di poter installare impianti di questo genere.
Per quanto riguarda i finanziamenti regionali, sono convinto che il percorso di questi fondi vada seguito fino all’ultimo per verificare che vengano utilizzati davvero per il motivo per cui sono stati concessi.

- Dai giornali apprendiamo che nei prossimi 5 anni ci saranno tanti soldi dalla Comunità europea da investire sul nostro territorio. So che la ridistribuzione non dipende da te, ma se li facessero gestire a te, cosa faresti nella nostra provincia?

Ho imparato sulla mia pelle come si gestisce un’azienda, per fare l’imprenditore ho dovuto imparare in fretta. Sono del parere che un ente pubblico non è altro che una grande azienda e come tale va gestita. Un buon imprenditore è colui il quale riesce a far progredire se stesso e le famiglie che lo circondano. Come? Individuando i settori che andrebbero potenziati per creare benessere: per fare solo qualche esempio, penso all’agricoltura (settore trainante della nostra economia), al commercio, al terziario, all’artigianato e, perché no?, anche al turismo con la riqualificazione dei nostri centri storici che con la loro bellezza possono attirare turisti.

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autori e curatori sito: dott. Vito Ferri e Sig. Nicola Sciortino

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