REGIONALI, SANZA (UDC): LA QUESTIONE MORALE COME MACIGNO SULLA TESTA DEI PARTITI


“Nessuna attenzione alla crisi economica”. BARI – La questione morale non può essere prerogativa di nessun partito e di nessuna area politica: certamente non la può invocare il Pdl, travolto a Roma come in Puglia da indizi gravi, oltre che da fatti concreti che lasceremo alla magistratura giudicare a tempo debito”. Lo ha affermato il coordinatore regionale dell’Udc di Puglia, l’on. Angelo Sanza“Ma la questione morale – continua Sanza - è pur tuttavia un grave problema per l’intero Paese. La stessa Puglia è stata, nei mesi scorsi, nell’occhio del ciclone per scandali che una campagna mediatica ha tentato di arginare, provando a delegittimare la magistratura. Il degrado nei comportamenti dei singoli e di gruppi nella gestione della cosa pubblica è un dato incontrovertibile che la classe politica più responsabile, ai massimi livelli istituzionali, è chiamata ad affrontare e a risolvere con decisione. Non sono importanti le leggi anticorruzione che si ipotizza approvare in tempi brevi, sono più significativi i comportamenti di correttezza che gli esponenti più rappresentativi della vita politica dovrebbero dare al Paese. A noi non pare che in questi anni, e tantopiù in questi mesi, siano venuti segnali importanti da chi si ritiene essere, come Berlusconi, l’interprete principale del Paese reale, chiedendo fiducia attraverso la gestione di situazioni emergenziali, mentre è stata lasciata nell’ombra una crisi economica che pesa sulla vita dei cittadini. Aldilà, quindi, delle misure legislative, sarebbe importante che i partiti avessero più serietà e rigore nella selezione della classe politica. Se è valido il criterio della presunzione di innocenza fino a sentenza di condanna per un cittadino qualsiasi, detto principio non può essere applicato con pari automatismo a chi pretende di rappresentare il popolo nelle assemblee istituzionali. Certamente non possiamo sostenere che centrosinistra e centrodestra siano uguali, perchè, mentre Delbono a Bologna si dimette, Cosentino a Napoli continua ad essere coordinatore regionale del Pdl e sottosegretario all’Economia, invitato dal premier a rimanere al suo posto”.

“C’è, dunque, una questione morale – conclude Sanza - che ci vede distanti dai due poli, e ne faremo oggetto di riflessione in questa campagna elettorale”.

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1 commenti:

  1. Nicola Cassone Says:

    Sono daccordo con la sua lettura onorevole.
    Aggiungerei che considerato che le dimissioni di Cosentino non sono che un' altra operazione di facciata.

    La farsa potrebbe concludersi con le dimissioni del Presidente del Consiglio dalle sue funzioni.

    Naturalmente respinte da se stesso.

    Nicola Cassone

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